Claudio Fucci





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Il Canzoniere del Lazio

Nella musica del Canzoniere del Lazio la tradizione è base viva per nuove esperienze. Alcune impressioni sul concerto al Palalido di Milano. L'altra sera a Milano si è fatta musica. Questo basterebbe a commentare il concerto tenuto al Palalido dal Canzoniere del Lazio. Il Canzoniere dal 1973 ha portato avanti una ricerca di linguaggio più aderente alla realtà in cui il gruppo operava, passando dalla riproposta tradizionale ad un lavoro di rielaborazione sia sui testi che sulle armonie . Anche l’organico è cambiato, si è ampliato aggiungendo agli strumenti più tradizionali altri strumenti come sassofoni, chitarre elettriche, batteria, ecc. Le prime note arrivano aggressive, forti, scuotono. Poi la musica si fa corposa, piena, in crescendo. Alcuni momenti sono ipnotici, altri sono pura melodia, sapore di case bianche di calce, nostalgia e consapevolezza. Il pubblico è pienamente partecipe: dapprima immobile, attento, poi lentamente trasportato, incomincia a creare, a partecipare attivamente allo spettacolo. C'è chi balla, chi inventa situazioni, chi canta e chi lascia il proprio corpo libero. La qualità della musica è indiscutibile. I musicanti sono un organico perfetto, unito, che trasuda la gioia di suonare, di comunicare Con la loro musica ci hanno raccontato le loro esperienze, i loro viaggi in Africa, la loro voglia di esprimersi con un linguaggio nuovo, ma il loro profondo attaccamento alla loro anima del sud. La voce della cantante è bellissima, tagliente, ti entra dentro ed esplode ora potente ora dolcissima. Avevo ascoltato nel pomeriggio l'album "Spirito bono", ascoltare però un disco del Canzoniere, anche se buono, non è nulla in confronto a quello che sanno offrire dal vivo. Tornando al concerto, la loro musica è il risultato dello studio delle tradizioni popolari musicali del sud dell’Italia e la volontà di esprimersi con un mezzo creativo nuovo, in cui sono presenti le grosse contraddizioni della società. Il contrasto tra l’inumanità dei centri urbani e il fascino della contemplazione della campagna. La loro è una musica in cui è viva l'anima popolare, l'anima contadina deportata nelle città, incatenata, che urla, picchia, bestemmia ma accarezza anche . Carlo Siliotto nel pomeriggio mi aveva raccontato come avvenne il camciamento del C.D.L. Dopo un anno che suonavano le canzoni raccolte le Lazio e le riproponevano nelle feste dell’Unità, in una di queste feste cominciarono ad improvvisare su un saltarello: in quel momento la piazza esplose perchè aveva capito che la propria cultura non era solo oggetto da museo da archiviare, ma qualcosa di talmente vivo da potere essere la base per nuove esperienze. Questa sensazione bellissima l'ha vissuta in pieno tutto il Palalido, questa gioia di scavare dentro noi stessi non per scoprire dei cadaveri, delle mummie imbellettate, ma per ritrovare la nostra anima vera,che, forse sopita dalla violenza continua dei mass-media e dall'inurbamento selvaggio, non è morta mai, anzi è capace di creare, di riprodursi. Il concerto ci ha riservato anche una sorpresa: Mauro Pagani, salito sul palco verso la fine del concerto... Vederlo e ascoltarlo senza l'apparato luccicante da "pop star" è stata una gradevole sorpresa e a contribuito al finale travolgente del concertoQuando il Canzoniere se n'è andato e le luci cominciavano a spegnersi, non volevamo andare via. C'erano ancora compagni che ballavano e che hanno deciso di uscire solo a Palalido completamente buio. Un concerto veramente bello, quindi... dove si è fatta musica non per il pubblico, ma tutti insieme. Dispiace che il Palalido, gremito per altre occasioni, non fosse pieno. Claudio Fucci

Articoli

Musica “varia” da sottofondo e musica “colta” per le rubriche, Una logica non più praticabile per le radio democratiche.
Il quotidiano dei lavoratori il 5 maggio 1977 pag. 6


Musica per sviluppare un’ideologia di classe.
Nelle radio democratiche la musica deve uscire dai ghetti e dalla casualità delle scelte. Il quotidiano dei Lavoratori 5 maggio 1977


Speranze e proposte per andare avanti
Quotidiano dei lavoratori. 14 aprile 1977 pag.6


Speranze e proposte per andare avanti
Quotidiano dei lavoratori. 14 aprile 1977 pag.6


Conservatorio: “qualcosa cambia”
Quotidiano dei lavoratori. 14 aprile 1977 pag.6


Il Canzoniere del Lazio
Quotidiano dei Lavoratori 17 aprile 1977 pa. 6


Le Multinazionali e le esperienze autogestite : due facciate del disco
Quotidiano dei Lavoratori 19 maggio 1977


Musica e feste: costruiamo un rapporto nuovo oppure faremo la festa alla nostra musica.
Quotidiano dei Lavoratori 22 aprile 1977 pa. 6


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