2007- Recensione del CD Le Mani
Arriva su cd del dimenticato gruppo di Claudio Fucci e Dario Piana
Il mondo delle ristampe prog italiane sembra non fermarsi mai e in particolare la rinnovata BTF negli ultimi tempi si sta dando molto da fare. Un'interessante riedizione in cd riguarda il misconosciuto gruppo Le Mani, che annoverava tra le proprie fila il cantautore Claudio Fucci, che recentemente è tornato all'attivo con un nuovo disco.
Formazione milanese fondata all'alba degli anni '70 dal batterista Maurizio Gazzi e dal bassista Umberto Licari (poi sostituito da Mario Orfei), assume una certa stabilità con l'ingresso del tastierista Dario Piana e del fiatista Roberto Bianconi. E' il 1973, la band comincia ad elaborare brani propri, avvicinandosi molto all'imperante rock sinfonico di ELP e Orme. E' una formazione con la personalità ancora acerba, ma nel 1975 arriva Claudio Fucci e lo scontro tra diverse anime (rock, classica, melodica) porta alla stesura di materiale proprio. Fucci era l'unico cantante della scuderia Trident e Le Mani avrebbero dovuto pubblicare un disco con loro, ma questo non vide mai la luce per la chiusura dell'etichetta.
Restano solo quattro brani del gruppo (più "Mani", con piana da solo al pianoforte), ristampati in tiratura limitatata (666 copie) dalla BTF: quattro pezzi che però ci danno testimonianza di un gruppo molto capace, ispirato, con un prog di forte derivazione anglofona, una sorta di miscela tra ELP, Jethro Tull, lievi richiami ai Focus e qualche affinità con il coevo Biglietto per l'Inferno.
"Tarantella" è il manifesto della band, che vede nell'accoppiata hammond-flauto il proprio trademark; "Il palazzo" prosegue sulle stesse coordinate ma sfrutta la voce del sax (con soluzioni alla VDGG) e alterna le ritmiche incalzanti a passaggi più ariosi, valorizzati dalla voce di Fucci, che emula vagamente l'enfasi di un Di Giacomo; "Canto" invece è una ballata frizzante e corale che può ricordare alcune cose fatte da New Trolls e Ibis. Ancora più dolce e suggestiva - c'è il flauto di Dario Guidotti dei Jumbo - "La casa del vento", nel classico stile pop melodico anni '70 ma molto convincente.
Un interessante mini album che i fanatici del prog storico apprezzeranno sicuramente, con la speranza di rivedere la band sui palchi. Magari anche presto, in questo nuovo revival di riunioni dei "vecchi leoni" italiani.
Recensito da Donato Zoppo